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14 Maggio 2026
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L'alluvione che ha sconvolto la Sardegna, trasformandosi in tragedia con 16 morti, 1 disperso e oltre 2.700 sfollati, ha riportato in primo piano la necessità di regole nuove, poche e certe per la tutela del territorio.
Proprio in Sardegna, e poco prima del disastro meteorologico dei giorni scorsi, la giunta regionale guidata da Ugo Cappellacci (centrodestra) ha proceduto all'approvazione provvisoria e preliminare dell'aggiornamento e revisione del Piano paesaggistico regionale del 2006.
Quando si dice fornicare col destino: di lì a qualche giorno l'alluvione che ha colpito l'isola ha riportato sotto i riflettori un tema che, sennò, sarebbe passato in totale sordina.
Secondo le associazioni ambientaliste, infatti, non si tratterebbe di revisione, ma bensì di un vero e proprio stravolgimento del piano approvato dalla precedente giunta guidata dal governatore Renato Soru di centrosinistra che allenterebbe i limiti precedentemente imposti per consentire la realizzazione di nuove colate di cemento.
"Il Fondo ambientale italiano, assieme a Legambiente e al Wwf, si è mobilitato da tempo presso il ministero dell'Ambiente, e in particolare presso il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni che ha le deleghe al paesaggio – spiega Costanza Pratesi, responsabile sostenibilità ambientale per il Fai – la richiesta è di riattivare un concreto coordinamento tra stato e regioni per pianificare assieme una politica paesaggistica e di sviluppo sostenibile e compatibile”.
In Sardegna, secondo le associazioni ambientaliste, starebbe invece accadendo proprio il contrario.
"Cappellacci ha sfruttato la retorica de: la Sardegna ai sardi – spiega Pratesi – in realtà che sui beni paesaggistici, ambientali e storici vi sia una corresponsabilità con lo stato è un'opportunità, non un limite”.
"Ciò che conta è che anche in questo ambito vi siano regole chiare, che siano poche e univoche e soprattutto certe”.
"Questo porterebbe beneficio anche al sistema produttivo e alle aziende, comprese quelle attive nell'edilizia e nelle costruzioni – prosegue Pratesi – basti pensare a quante energie e risorse vengono sprecate dal sistema privato per la preparazione di progetti che poi si vedono bloccati o cassati dall'amministrazione pubblica a ausa di modifiche regolamentari, stratificazione di norme” o interpretazioni delle stesse variabili se non addirittura arbitrarie.
Il Fai, forse a sorpresa per molti, si dice assolutamente non contrario alle imprese e ai costruttori.
"E' impensabile che il territorio non si trasformi o pretendere che resti per sempre una cartolina di sé stesso – conferma la responsabile del Fai – ma la trasformazione deve avvenire sulla base di regole che garantiscano in primo luogo sviluppo e crescita economica”.
"Ma le modalità e le regole (o non regole in Italia) che guidano il sistema economico attuale non garantiscono né sviluppo né crescita – continua Pratesi – forse qualche guadagno speculativo per qualcuno nel breve e brevissimo periodo, ma nessun vantaggio economico nel medio-lungo”.
Soprattutto, secondo le associazioni ambientaliste, “vista la scarsità crescente delle risorse, non solo economiche, l'edilizia dovrebbe rivolgersi maggiormente verso il recupero e la riqualificazione dell'esistente, anche in ottica di sostenibilità ambientale, più che alla costruzione di nuovo andando a erodere il territorio”.
Tornando all'alluvione in Sardegna, Pratesi sottolinea come “i danni subiti dal territorio hanno riguardato soprattutto aree rurali e il settore agricolo”.
Non si dovrebbe quindi verificare un indegno assalto alla diligenza come troppo spesso è accaduto in Italia in altre tragiche occasioni quando la torta era fatta soprattutto di ricostruzioni e ristrutturazioni.
A proposito di regole non univoche, l'ex governatore Soru ha puntato il dito contro la norma che ha concesso l'abitabilità ai seminterrati, e purtroppo proprio in un seminterrato ha trovato la morte una famiglia brasiliana di quattro persone (madre, padre e due figli).
"Ci si augura che prevalga il senso di responsabilità e che nessuno approfitti della situazione per tentare di forzare la mano su temi o provvedimenti vari e che in questo momento prevalgano il silenzio e il cordoglio prima di intervenire razionalmente per risolvere i problemi”.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana:Al Salhi (Engel & Völkers Italia): Italia sempre più
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