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14 Maggio 2026
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Le risorse aggiuntive stanziate dal Governo sul Fondo centrale di garanzia per le Pmi, pari a 1,729 miliardi di euro, non sono sufficienti a coprire nemmeno la metà delle potenziali richieste di finanziamenti garantiti al 100% dallo Stato fino al 25% del fatturato e comunque fino a un massimo di 25.000 euro. E' quanto emerge da una elaborazione del Consiglio nazionale dei commercialisti.
"Le partite Iva individuali e le imprese con ricavi o compensi sino a 100.000 euro sono circa 4,2 milioni. Considerando una media di 20.000 euro, cui corrisponde una entità media di finanziamento spettante di 5.000 euro - sottolineano i commercialisti - l'erogazione di finanziamenti pari al 25% del fatturato per tutti i potenziali aventi diritto comporterebbe la concessione di garanzie da parte del Fondo centrale di garanzia per le Pmi per 21 miliardi. Le partite Iva individuali e le Pmi con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro sono circa 1,5 milioni. L'erogazione di finanziamenti pari a 25.000 euro per tutti i potenziali aventi diritto comporterebbe la concessione di garanzie da parte del Fondo centrale di garanzia per le Pmi per 37,5 miliardi. A fronte di un totale di 58,5 miliardi, il decreto Cura Italia e il decreto Liquidita' hanno assegnato risorse aggiuntive al Fondo centrale di garanzia per le Pmi in misura pari a 1,729 miliardi di euro. Anche ipotizzando una leva finanziaria di 14 (tale per cui per ogni euro stanziato il Fondo rilascia 14 euro di garanzie), tali risorse sono sufficienti a erogare garanzie per non piu' di 24,2 miliardi di euro".
Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti: "Allo stato attuale gli stanziamenti aggiuntivi disposti dal Governo con i due decreti emergenziali sin qui approvati sono sufficienti a garantire appena il 41,36% delle richieste potenziali di finanziamenti fino a 25.000 euro con garanzia al 100% dello Stato e, ove così assorbite, non sarebbero in grado di garantire nessun finanziamento di entità superiore. E' evidente che la coperta è troppo corta. Servono quanto prima i 7 miliardi di cui giustamente parlava il ministro dello sviluppo economico Patuanelli per rendere la dotazione del fondo adeguata alle ambizioni dichiarate dal Governo e alle conseguenti aspettative delle imprese e dei lavori autonomi".
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