Ultime notizie

12 Maggio 2026

Delisting: Next RE supera il 90% e raggiunge la soglia

di red

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right

Next RE (immobiliare) abbandona il listino di Milano. L'uscita dalla quotazione avviene in scia al procedere dell'OPA in corso e rientra in un percorso volto, secondo prassi di mercato, a semplificare la struttura societaria, ridurre i costi di compliance e ottenere maggiore flessibilità strategica. Per gli investitori ciò significa che, una volta completato l'iter, le azioni non saranno più negoziate su un mercato regolamentato e i passaggi successivi verranno definiti secondo le procedure previste per la revoca dalla quotazione.


L'OPA ha raccolto alla data di oggi adesioni per 3.329.337 azioni quotate, rappresentative del 15,116% del capitale sociale dell'emittente, del 30,231% delle azioni quotate e del 75,43383% delle azioni oggetto dell'offerta. Il livello di adesione sulle azioni oggetto indica una partecipazione significativa degli azionisti al processo, mentre le percentuali sul capitale sociale e sul flottante fotografano l'impatto della raccolta adesioni sull'assetto proprietario complessivo e sulla liquidità del titolo.


Pertanto, insieme alle 6.561.263 azioni quotate detenute dall'offerente (rappresentative del 59,78% circa delle azioni quotate in circolazione e del 29,79% circa del capitale sociale dell'emittente), verrà a detenere all'esito dell'offerta (il 15 maggio) una partecipazione superiore al 90% delle azioni quotate Next RE, quota sufficiente per il delisting. In termini procedurali, il superamento di soglie rilevanti consente di avviare la richiesta di revoca dalla quotazione; successivamente, saranno comunicate le date di pagamento dei corrispettivi dell'OPA, gli ultimi giorni di negoziazione e la data effettiva di revoca.

Nel quadro normativo di riferimento, al crescere della partecipazione dell'offerente possono attivarsi tutele per i soci di minoranza: la normativa prevede, al ricorrere delle condizioni, diritti di vendita a carico dell'offerente (sell-out) e, a soglie ulteriori, la facoltà di acquisto obbligatorio (squeeze-out). Tali strumenti mirano a garantire un'uscita ordinata a chi non intendesse restare in una società non più quotata.

Per gli azionisti, il delisting comporta in genere: minore liquidità del titolo, assenza di un prezzo ufficiale di mercato e possibilità di cessione prevalentemente tramite operazioni private o sistemi non regolamentati. Restano invariati i diritti patrimoniali e amministrativi connessi alle azioni, fermo restando che la governance post-delisting potrà essere adeguata agli obiettivi industriali e finanziari della società.

Dal punto di vista strategico, operazioni di questo tipo sono spesso motivate dal desiderio di accelerare piani di trasformazione, ristrutturazioni o investimenti a medio-lungo termine tipici del settore immobiliare, senza la pressione di risultati trimestrali e con una struttura dei costi più snella. L'eventuale integrazione con veicoli dedicati, la razionalizzazione del portafoglio e la gestione attiva degli asset possono risultare più agevoli in un perimetro non quotato.

Il calendario completo delle prossime tappe prevede, dopo l'esito dell'offerta del 15 maggio, la comunicazione dei risultati definitivi, l'eventuale regolamento finanziario delle adesioni, la presentazione della richiesta di revoca e la definizione della data di delisting. Gli investitori valuteranno se aderire o meno in base al proprio orizzonte temporale, alla tolleranza al rischio di illiquidità e alle prospettive della società una volta non più quotata.

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana:Al Salhi (Engel & Völkers Italia): Italia sempre più